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Beatrix: OpenSource stand-alone Hammond clone per sistemi GNU/Linux

Gennaio 28, 2008

Sono rimasto molto impressionato da questo clone per la sua qualità audio, paragonabile forse al più blasonato “B4″ della software house “Native Instruments”. La generazione sonora riproduce abbastanza fedelmente gli effetti tipici dello strumento originale come la percussione, il leakage, overdrive e rotary. Il sw è stand-alone, perciò al contrario di molti suoi simili non si ha bisogno di alcun programma “host”. E’ privo di interfaccia grafica, pertanto potete provarlo solo se il vostro sistema è dotato di una porta midi ed avete a disposizione una master-keyboard da collegarvi. Anche se questo può sembrare una grossa limitazione, presenta alcuni vantaggi interessanti: un’alta portabilità e ridotti tempi di compilazione (io ci ho impiegato 2 o 3 secondi). Una volta scompattato la cartella basta digitare:

make beatrix

per avviare la compilazione. Mi è stato poi necessario configurare il dispositivo midi di ingresso (quello di default è /dev/midi00 mentre il mio era /dev/midi1), aggiungendo la riga:

midi.device=/dev/midi1

nel file “default.cfg”. Una nota importante è che se non trova un dispositivo midi valido l’applicazione termina immediatamente. Purtroppo quindi per chi non ha una scheda audio adeguata non è possibile testare il programma, a meno che non esista qualche applicazione in grado di generare un dispositivo midi “fake”, magari pilotabile da una GUI oppure dalla tastiera del PC!

Dato che non necessita di un ambiente desktop, beatrix è in grado di funzionare anche su sistemi dalla potenza di calcolo limitata (PIII 400MHz indicano gli sviluppatori… impensabile per la maggior parte dei VST in circolazione! Sono all’incirca le prestazioni di moderni Ultra-Mobile). Per tutti questi motivi sembra lo strumento ideale per la realizzazione di una sistema integrato da usare come expander in situazioni “live” (chi conosce le workstation lionstracks e Reaktor sa di cosa parlo…). In questo caso infatti permette di ridurre al minimo le pretese hardware, di conseguenza i costi, ecc… In ogni caso, se siete appassionati di computer music abbinata al pinguino, da provare assolutamente! Buon divertimento!

link:
http://people.dsv.su.se/~fk/beatrix_home.html

TAL U-NO-60

Gennaio 24, 2008

u-no-60.png

Mi appresto a descrivere la bella sorpresa in cui mi sono imbattuto proprio ieri sera. Il “TAL U-NO-60″ è un VSTi gratutito che emula (o almeno tenta di farlo) lo storico Roland Juno6. Premetto che non conosco lo strumento originale, ma in compenso avevo già testato un suo (scadente) clone informatico. Al contrario questo mi sembra un prodotto apprezzabile, in particolar modo rispetto a tanti altri suoi simili per la semplicità di programmazione, favorita anche da una grafica intuitiva. Pur mettendo a disposizione solo pochi parametri fondamentali, permette comunque di “scolpire” il suono in molte sfumature, come dimostrano i gradevoli preset di default. I timbri che ne scaturiscono sembrano proprio spuntare fuori dagli oscillatori analogici degli anni ‘80: l’ideale per rendere al meglio canzoni delle arcinote superband quali Van Halen, Bon Jovi e Europe. Altri meriti derivano dalla presenza di due chorus che impreziosiscono il suono (altrimenti un po’ troppo “statico”) rendendolo ancora più “fat”. Rispetto a più blasonati sintetizzatori Virtual Analog, mancano purtroppo un oscillatore sinusoidale ed un arpeggiatore, ma… non si può aver tutto dalla vita! Buona invece la risposta del filtro risonante (provate il preset “Laser gun FX” per credere). Poco spazio ai fronzoli… questo synth non ha nulla a che vedere con un modulare con il quale produrre elaborati effetti speciali da studio. Al contrario si avvicina di più ad uno strumento “hard wired” che vorreste avere “in carne ed ossa” per poter smanettare live con tutte le sue manopole. Dunque cosa apettate a provarlo anche voi?

Link:

http://kunz.corrupt.ch/?Products:VST_U-NO-60